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Il ruolo dei probiotici sulle infezioni del tratto respiratorio e gastrointestinale

Il ruolo del microbiota intestinale nel plasmare le risposte immunitarie ha portato gli scienziati a esplorare la modulazione del sistema immunitario come meccanismo alla base dei benefici per la salute dei probiotici.

Una nuova revisione sistematica e una meta-analisi di 9 studi clinici randomizzati suggeriscono che i probiotici possono ridurre l’incidenza delle infezioni del tratto respiratorio e gastrointestinale in bambini e adulti generalmente sani.

Il microbiota intestinale vive a stretto contatto con la barriera intestinale e molecole come l’immunoglobulina A prodotta dalle plasmacellule nella lamina propria. Il fatto che la maggior parte del sistema immunitario nel corpo umano si trovi all’interno dell’intestino, in particolare nell’intestino tenue ma anche nell’intestino crasso, ha portato gli scienziati a esplorare il ruolo dei probiotici nella funzione immunitaria.

Un meccanismo attraverso il quale i batteri probiotici potrebbero modulare il sistema immunitario umano, ad esempio, è l’aumento della risposta anticorpale, la diminuzione dell’infiammazione e la stimolazione della fagocitosi. Tuttavia, è stato poco studiato fino a che punto i probiotici, specialmente sotto forma di bevande a base di latte fermentato, possono influenzare la funzione immunitaria nella popolazione sana.

Una nuova revisione sistematica e una meta-analisi di studi randomizzati controllati conclude che un latte fermentato con batteri probiotici può ridurre le infezioni del tratto respiratorio e gastrointestinale in bambini e adulti sani, ma senza effetti sulla loro durata o gravità.

Gli autori hanno incluso nell’analisi nove studi randomizzati controllati che esploravano gli effetti di una bevanda a base di latte fermentato che conteneva il batterio probiotico Lacticaseibacillus paracasei subsp. paracasei CNCM I-1518 (Lactobacillus paracasei subsp. paracasei F19®)con colture standard di yogurt sull’incidenza, la durata e la gravità delle infezioni del tratto respiratorio superiore e inferiore e delle infezioni del tratto gastrointestinale in bambini e adulti generalmente sani di età pari o superiore a 2 anni (2 studi su bambini, 3 studi su adulti e 4 studi negli anziani).

L’efficacia e la sicurezza di questo ceppo probiotico erano fondate su studi precedenti che sostenevano il ruolo del ceppo nella modulazione di alcuni marcatori immunitari. In effetti, è stato suggerito che questo batterio probiotico possa migliorare l’immunità dell’ospite modulando il microbiota intestinale, la barriera epiteliale e la risposta immunitaria della mucosa locale.

Il consumo della bevanda a base di latte fermentato probiotico ha ridotto l’incidenza di infezioni del tratto respiratorio e gastrointestinale rispetto a un intervento con placebo o di controllo, misurato dal numero di soggetti che hanno manifestato una o più infezioni. Tuttavia, la bevanda a base di latte fermentato probiotico non ha avuto alcun effetto sulla durata o sulla gravità delle malattie infettive.

Alcuni limiti degli studi sull’intervento umano presentati nella meta-analisi includevano la mancata considerazione dei fattori confondenti (ad es., auto-segnalazione di infezioni senza diagnosi da parte di un medico), la bassa qualità degli studi riportata in alcuni studi, alti livelli di eterogeneità e occasionalmente insufficiente dati per la valutazione del bias di pubblicazione.

In conclusione, i risultati suggeriscono che le bevande a base di latte fermentato con batteri probiotici possono aiutare a ridurre la comparsa di nuovi casi di infezioni del tratto respiratorio e gastrointestinale che sono comuni nei bambini e negli adulti generalmente sani. I probiotici di per sé non prevengono o curano un’infezione, ma alla luce dei risultati attuali, questo sembra un approccio plausibile per supportare il sistema immunitario nel contesto di una dieta equilibrata.

Fonti bibliografiche:

Spencer J, Sollid LM. The human intestinal B-cell responseMucosal Immunol. 2016; 9(5):1113-1124. doi: 10.1038/mi.2016.59.

Poon T, Juana J, Noori D, Jeansen S, Pierucci-Lagha A, Musa-Veloso K. Effects of a fermented dairy drink containing Lacticaseibacillus paracasei subsp. paracasei CNCM I-1518 (Lactobacillus casei CNCM I-1518) and the standard yogurt cultures on the incidence, duration, and severity of common infectious diseases: A systematic review and meta-analysis of randomized controlled trialsNutrients. 2020; 12(11):3443. doi: 10.3390/nu12113443.

Fonte: Gutmicrobiotaforhealth.com

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Consigli in gastroenterologia: la stipsi

La stipsi cronica è un disturbo comune che può compromettere la qualità di vita dei soggetti che ne sono affetti. I complessi e spesso molteplici meccanismi fisiopatologici coinvolti rendono l’approccio terapeutico non sempre soddisfacente.

La stipsi è un problema che colpisce sia gli adulti che i bambini ed è fino a tre volte più frequente nelle donne.

La sua prevalenza aumenta con l’età soprattutto dopo i 65 anni in relazione a fattori dietetici, riduzione del tono muscolare, scarso esercizio fisico ed uso di farmaci.

Nella maggior parte dei casi la stipsi è primitiva o idiopatica, rappresenta cioè un’entità autonoma che, in assenza di lesioni organiche o biochimiche, è ricollegabile alla patologia cosidetta “funzionale” della motilità delle viscere.

Nella pratica clinica la stipsi idiopatica si distingue nelle forme di stipsi idiopatica cronica semplice, che risponde ai comuni trattamenti medici, e stipsi cronica idiopatica intrattabile, che non risponde ai comuni presidi terapeutici di tipo medico ed è suscettibile di approccio chirurgico. Quest’ultima, tuttavia, rappresenta meno dell’1% di tutte le stipsi idiopatiche.

CRITERI DIAGNOSTICI

Per stipsi funzionale si intende la presenza di almeno due dei disturbi elencati sussistenti da almeno tre mesi:

• Due o meno evacuazioni settimanali;
• Necessità di forzare la defecazione in almeno il 25% delle evacuazioni;
• Sensazione di evacuazione incompleta in almeno il 25% delle evacuazioni;
• Meno di tre movimenti intestinali settimanali.

VALUTAZIONE DEI PAZIENTI CON STIPSI CRONICA

Imparare a distinguere i vari tipi di stipsi (stipsi con disturbi lievi senza IBS, Irritable Bowel Syndrome, Sindrome dell’Intestino Irritabile, stipsi con disturbi severi con IBS) è fondamentale per poter dare al paziente i consigli giusti su alimentazione e stile di vita modificando le abitudini errate e prevedendo un trattamento in grado di migliorare tutti i sintomi collegati.

TRATTAMENTO

L’approccio terapeutico al paziente con stipsi cronica deve essere sempre preceduto dalla stratificazione dei pazienti in base alla severità dei sintomi e alla compromissione della qualità di vita.

La terapia medica si basa sull’utilizzo di un approccio dietetico comportamentale, sull’attività fisica regolare, su un apporto adeguato di liquidi o fibre vegetali. È frequente l’utilizzo di lassativi stimolanti, osmotici o di farmaci pro-secretori intestinali, Enterocinetici o Inibitori del riassorbimento degli acidi biliari.
Per tali terapie mediche e categorie di farmaci, considerando le controindicazioni che possono derivare, è consigliabile sentire sempre il parere di un medico specialista gastroenterologo o proctologo.

Per le donne che più frequentemente soffrono di stipsi, è di fondamentale importanza, per favorire la soluzione del problema e per limitare la sintomatologia fastidiosa e frequente come gonfiore gastrico, dolore, flatulenza, e crescita esponenziale di batteri putrefattivi, orientarsi verso un programma di rieducazione e riattivazione dell’alvo attraverso approcci di elevata sicurezza ed efficacia.

Il trattamento della stipsi si concretizza con un iniziale approccio dietetico-comportamentale (modificazioni dello stile di vita ed abitudini alimentari), in particolare nei casi più lievi. Normalmente un programma dietoterapeutico utile per regolarizzare le funzioni intestinali, alleviare i disturbi funzionali e la stipsi, può essere basato sull’integrazione di formule contenenti fibre solubili a bassa viscosità come Guar PHGG, E con una adeguata integrazione di lattobacilli specifici come il paracasei subsp. paracasei F19, Inulina, Lattulosio, Mannite, Fruttoligosaccaridi e Glucoligosaccaridi (FOS/GOS).

Potete approfondire la conoscenza verso l’approccio elettivo che riattiva e rieduca l’alvo nella stipsi cronica funzionale?

Discutetene con noi nei commenti!